Ci sono pagine che hanno il potere di incantarci sempre, perché contengono parole capaci di farci sentire a nostro agio, di scuoterci o di farci sorridere, nonostante il tempo che ci separa dalla loro scrittura.
Il Pescecane di Pinocchio è la possibile metafora della vita di tutti: luogo oscuro in cui si viene ingoiati e da cui si esce solo attivando il proprio bisogno di cambiamento, che da burattini ci trasforma in esseri umani.

Some pages have the power to amaze us endlessly, because they carry words able to make us feel comfortable, to shake us or to make us smile, even though the years that separate us from their publishing.
The Shark in Pinocchio is everyone’s life metaphor: a dark place where we have been swallowed and from which we can escape only by activating our need for change. From puppets we become humans.

La bocca del Pescecane  

The Shark head


This slideshow requires JavaScript.

“ed era già a mezza strada, quando ecco uscir fuori dall’acqua e venirgli incontro una orribile testa di mostro marino, con la bocca spalancata, come una voragine, e tre filari di zanne che avrebbero fatto paura anche a vederle dipinte.”

“and he was already half way, when all of the sudden a horrible sea monster head came out of the water going towards him, with its mouth wide open, like a chasm and with three rows of teeth that would have scared even who would have painted them.

(Carlo Collodi, Le avventure di Pinocchio)